Eccomi tornato nella vecchia e rassicurante europa.
Dovendo trovare un modo di parlare di questa fase americana che si è appena conclusa, mi rifugio nel giochino delle prime 5 cose.
Ripensando a questi due mesi le prime 5 cose che mi vengono in mente sono: nuotare nella piscina YMCA, camminare sul lago Calhoun ghiacciato, andare a sciare con i miei amici sudamericani, fingermi giornalista per entrare al comizio di Obama, guidare sulla I-94 per Chicago.
Le prime 5 cose che mi vengono in mente del mio ritorno a Bruxelles invece sono: la pioggia, il fatto che la mia macchina mi sembra piccolissima, le vie strette e le case vecchie, il treno, la lingua olandese.
giovedì 27 marzo 2008
martedì 11 marzo 2008
mercoledì 5 marzo 2008
dura lex
Fatico a comprendere alcune delle leggi americane. L'impressione è che il legislatore, avendo perso la battaglia del buonsenso sul 99% dei temi, si sia intestardito sui pochi che restano, ignorandone la marginalità.
Nel paese dove i negozi sono aperti sette giorni su sette e spesso ventiquattro ore al giorno, ad esempio, la legge dello stato del Minnesota proibisce l'apertura domenicale dei negozi di alcolici e dei concessionari d'automobili.
Nel paese dove i negozi sono aperti sette giorni su sette e spesso ventiquattro ore al giorno, ad esempio, la legge dello stato del Minnesota proibisce l'apertura domenicale dei negozi di alcolici e dei concessionari d'automobili.
martedì 26 febbraio 2008
il mio rito mattutino
integralismo: s. m. tendenza ad applicare in modo intransigente ed esclusivo i principi di una dottrina o di un'ideologia.
Come molti altri, anche io ho un mio rito mattutino: mi piace arrivare presto al lavoro, e dare una breve scorsa ai quotidiani on-line bevendomi un caffè. Meno di cinque minuti, ma sono il mio modo di uscire dal letargo giornaliero.
Trovare ogni mattina le dichiarazioni della chiesa su laicità e laicismo sta rovinando il mio rito.
Tra gli altri, l'argomento che più mi urta è la discriminazione nei confronti dei cattolici, che essendo notoriamente una minoranza povera e remissiva si sentono continuamente presi di mira.
A tutto ciò io rispondo così:
PS. In questo momento, comunque, il mio rito mattutino è rovinato anche da un altro fattore: il temibile caffè americano. Quindi, ad un eventuale cardinale o vescovo che leggendo questo blog si sentisse in colpa per le conseguenze della sua bulimia mediatica sulla mia colazione, dico di non preoccuparsi. Anzi di sfogarsi adesso, di togliersi la voglia di dichiarare anche tre o quattro volte al giorno.
Ma, per favore, di smettere per metà marzo quando sarò tornato in europa.
Come molti altri, anche io ho un mio rito mattutino: mi piace arrivare presto al lavoro, e dare una breve scorsa ai quotidiani on-line bevendomi un caffè. Meno di cinque minuti, ma sono il mio modo di uscire dal letargo giornaliero.
Trovare ogni mattina le dichiarazioni della chiesa su laicità e laicismo sta rovinando il mio rito.
Tra gli altri, l'argomento che più mi urta è la discriminazione nei confronti dei cattolici, che essendo notoriamente una minoranza povera e remissiva si sentono continuamente presi di mira.
A tutto ciò io rispondo così:
PS. In questo momento, comunque, il mio rito mattutino è rovinato anche da un altro fattore: il temibile caffè americano. Quindi, ad un eventuale cardinale o vescovo che leggendo questo blog si sentisse in colpa per le conseguenze della sua bulimia mediatica sulla mia colazione, dico di non preoccuparsi. Anzi di sfogarsi adesso, di togliersi la voglia di dichiarare anche tre o quattro volte al giorno.
Ma, per favore, di smettere per metà marzo quando sarò tornato in europa.
lunedì 18 febbraio 2008
siamo quello che mangiamo, ma tutto?
disclaimer: post schifoso
La dieta a base di abuso di grassi saturi, idrogenati e transesterificati che segue ogni americano che ama il suo paese, la democrazia e libertà è più simile a carburante per aerei che a cibo. Tra i vari effetti collaterali il più evidente è la "panza".
Per evitare di andare a "ingrassare" il numero gia ragguardevole degli obesi, quindi, bisogna attrezzarsi.
E la gente si attrezza. La radio, ad esempio, racconta con entusiasmo la storia di allegri americani dimagriti di 160 libbre (75 chili) senza fatica.
Semanticamente, il problema è trattato come un piccolo ma fastidioso guasto, e così scopro che ci sono essenzialmente due modi per farsi riparare.
Il primo è l'asportazione del grasso in eccesso, che ha l'indubbio vantaggio di risolvere il problema in mezz'ora permettendoti di stupire familiari e amici. All'americano più scaltro, però, non sfuggono alcuni effetti collaterali non pubblicizzati, come il fatto che per qualche mese la tua pelle svuotata struscia per terra e rischi sempre di inciampare, e poi il problema finisce per ripresentarsi e tocca ricominciare da capo.
In alternativa c'è il metodo "equilibrato", quello che non promette soluzioni immediate, ma che risolve il problema gradualmente e una volta per tutte. E si tratta di rendere impermeabile una parte del tuo stomaco, in modo da ridurre la quantità di nutrimento che può assorbire. Tecnicamente detto by-pass gastrico, questo intervento ha risolto i problemi di molte donne e uomini che mi parlano dalla radio mentre vado al lavoro.
Ora, nonostante la voce entusiasta dei testimonial, sfortunatamente la mia formazione mi fa ragionare in termini di bilancio di materia -quello che entra meno quello che viene assorbito è uguale a quello che esce- dunque se mangi uguale e assorbi di meno...
Chiedendo scusa a tutti quelli stessero leggendo appena prima o dopo mangiato, chiudo considerando che il fenomeno non deve essere così marginale come verrebbe da pensare, considerando l'esperienza sensoriale unica che è andare nella toilette dell'ufficio, per altro pulitissima.
La dieta a base di abuso di grassi saturi, idrogenati e transesterificati che segue ogni americano che ama il suo paese, la democrazia e libertà è più simile a carburante per aerei che a cibo. Tra i vari effetti collaterali il più evidente è la "panza".
Per evitare di andare a "ingrassare" il numero gia ragguardevole degli obesi, quindi, bisogna attrezzarsi.
E la gente si attrezza. La radio, ad esempio, racconta con entusiasmo la storia di allegri americani dimagriti di 160 libbre (75 chili) senza fatica.
Semanticamente, il problema è trattato come un piccolo ma fastidioso guasto, e così scopro che ci sono essenzialmente due modi per farsi riparare.
Il primo è l'asportazione del grasso in eccesso, che ha l'indubbio vantaggio di risolvere il problema in mezz'ora permettendoti di stupire familiari e amici. All'americano più scaltro, però, non sfuggono alcuni effetti collaterali non pubblicizzati, come il fatto che per qualche mese la tua pelle svuotata struscia per terra e rischi sempre di inciampare, e poi il problema finisce per ripresentarsi e tocca ricominciare da capo.
In alternativa c'è il metodo "equilibrato", quello che non promette soluzioni immediate, ma che risolve il problema gradualmente e una volta per tutte. E si tratta di rendere impermeabile una parte del tuo stomaco, in modo da ridurre la quantità di nutrimento che può assorbire. Tecnicamente detto by-pass gastrico, questo intervento ha risolto i problemi di molte donne e uomini che mi parlano dalla radio mentre vado al lavoro.
Ora, nonostante la voce entusiasta dei testimonial, sfortunatamente la mia formazione mi fa ragionare in termini di bilancio di materia -quello che entra meno quello che viene assorbito è uguale a quello che esce- dunque se mangi uguale e assorbi di meno...
Chiedendo scusa a tutti quelli stessero leggendo appena prima o dopo mangiato, chiudo considerando che il fenomeno non deve essere così marginale come verrebbe da pensare, considerando l'esperienza sensoriale unica che è andare nella toilette dell'ufficio, per altro pulitissima.
martedì 12 febbraio 2008
luxury
Pare che il noleggio della macchina vada rinnovato ogni mese, così prendo la I-494 fino all'aeroporto. Anche se il noleggio è per due mesi, devo comunque restituirla e prenderne un'altra (e io che iniziavo a meditare di darle una pulita...).
Sbrigo le pratiche, poi esco in garage a prendere la mia nuova auto. Mi accoglie un ragazzo di colore, che avevo già visto il giorno del mio arrivo a Minneapolis.
Quel giorno, sveglio da 24 ore e sbalestrato dal viaggio, gli avevo chiesto lumi su come utilizzare il cambio automatico (N P D R 3 L?). Lui, entusiasta del fatto che fossi italiano, mi aveva tenuto una lezione su auto e viabilità utilizzando esclusivamente le 5 parole italiane che conosceva. Il mix sonnofamefreddolingua aveva creato in me una certo grado di confusione. Così mi ero convinto che il serbatoio fosse vuoto anzichè pieno, e avevo passato mezz'ora alla disperata ricerca di un distributore nell'intrico di highway e interstatali vicino all'aeroporto. Trovato il distributore grazie alla collaborazione di un poliziotto col fucile, finalmente mi accorgevo dell'errore dopo aver cercato invano di far entrare più di mezzo gallone nel serbatoio (traboccante).
Gli dico che mi ricordo di lui e del fatto che "parla" italiano, e così scambiamo due parole.
Finisce che, invece della macchina della categoria "intermediate" a cui avrei diritto, me ne vado al volante di una livello "executive", con i miei interni in pelle e le mie finiture in radica.
E con i sedili riscaldati, che mi dipingono un sorriso soddisfatto sulla faccia mentre guido verso casa.
Sbrigo le pratiche, poi esco in garage a prendere la mia nuova auto. Mi accoglie un ragazzo di colore, che avevo già visto il giorno del mio arrivo a Minneapolis.
Quel giorno, sveglio da 24 ore e sbalestrato dal viaggio, gli avevo chiesto lumi su come utilizzare il cambio automatico (N P D R 3 L?). Lui, entusiasta del fatto che fossi italiano, mi aveva tenuto una lezione su auto e viabilità utilizzando esclusivamente le 5 parole italiane che conosceva. Il mix sonnofamefreddolingua aveva creato in me una certo grado di confusione. Così mi ero convinto che il serbatoio fosse vuoto anzichè pieno, e avevo passato mezz'ora alla disperata ricerca di un distributore nell'intrico di highway e interstatali vicino all'aeroporto. Trovato il distributore grazie alla collaborazione di un poliziotto col fucile, finalmente mi accorgevo dell'errore dopo aver cercato invano di far entrare più di mezzo gallone nel serbatoio (traboccante).
Gli dico che mi ricordo di lui e del fatto che "parla" italiano, e così scambiamo due parole.
Finisce che, invece della macchina della categoria "intermediate" a cui avrei diritto, me ne vado al volante di una livello "executive", con i miei interni in pelle e le mie finiture in radica.
E con i sedili riscaldati, che mi dipingono un sorriso soddisfatto sulla faccia mentre guido verso casa.
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