In ufficio al mattino c'è una cesta di brioche calde.
Costano 50 centesimi l'una, ma non c'è nessuno a cui pagare: accanto alla cesta c'è un foglio, basta scrivere il proprio nome e la spesa viene conteggiata nel pranzo. In alternativa, se si dispone di moneta basta mettere i 50 cents in un piattino posato li accanto.
Il tutto senza nessun controllo, e in una stanza relativamente appartata alla quale hanno accesso tutti i 200 dipendenti.
Con il mio collega portoghese discutiamo di come questo sistema sarebbe inapplicabile nei nostri paesi di origine e ne immaginiamo possibili usi impropri.
Le cose sono a disposizione, nessuno ne abusa. E tutti si sta meglio.
E io mi adatto senza difficoltà a queste usanze nordiche, ma da vecchio "liberatore di mozzarelle" del flunch mantengo con discrezione uno spiraglio aperto sul passato.
Ecco spiegato come faccio a bere il caffè dolce la sera pur non avendo mai comprato lo zucchero...
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mercoledì 5 dicembre 2007
giovedì 29 novembre 2007
aangenaam
My greatest drawback is that I'm a very direct guy, because I'm dutch
(il mio più grande difetto è che, siccome sono olandese, sono molto diretto).
Così mi avvertiva il mio capo durante il mio primo giorno di lavoro, mentre implacabile mi conduceva da un ufficio all'altro a presentarmi e stringere la mano a tutti i miei (centocinquanta) nuovi colleghi.
Nessun problema, per me. Anzi. Inutile perdersi in giri di parole.
Poi però succede che a pranzo, stordito dall'adrenalina da primo giorno, mentre cerco di non far cadere il vassoio e mi chiedo quali delle persone attorno a me ho già incontrato (e quindi sarebbe educato salutare) e quali no (e quindi sarebbe da idioti farlo senza presentarsi), nel tentativo di partecipare alla conversazione manifesto un innocuo e cauto interesse nei confronti del corso di olandese che un mio collega vorrebbe fare.
Dopo mezz'ora, mentre cerco di convincere il mio corpo che quello che ho bevuto da una tazza bianca era davvero caffè, e che quindi dovrebbe rimanere in stato di veglia, il mio capo telefona e armeggia. Poi mi porge un foglio da firmare.
E così sono ufficialmente iscritto al corso di olandese, interamente finanziato dall'azienda, con 2 ore di lezioni settimanali.
Ik ben Alberto, aangenaam, mij functie is scheikunde ingenieur. Ik ou van ardappeelen, Ik niet au van melk. Ik heb een neus en twee ogen. U bent?
(il mio più grande difetto è che, siccome sono olandese, sono molto diretto).
Così mi avvertiva il mio capo durante il mio primo giorno di lavoro, mentre implacabile mi conduceva da un ufficio all'altro a presentarmi e stringere la mano a tutti i miei (centocinquanta) nuovi colleghi.
Nessun problema, per me. Anzi. Inutile perdersi in giri di parole.
Poi però succede che a pranzo, stordito dall'adrenalina da primo giorno, mentre cerco di non far cadere il vassoio e mi chiedo quali delle persone attorno a me ho già incontrato (e quindi sarebbe educato salutare) e quali no (e quindi sarebbe da idioti farlo senza presentarsi), nel tentativo di partecipare alla conversazione manifesto un innocuo e cauto interesse nei confronti del corso di olandese che un mio collega vorrebbe fare.
Dopo mezz'ora, mentre cerco di convincere il mio corpo che quello che ho bevuto da una tazza bianca era davvero caffè, e che quindi dovrebbe rimanere in stato di veglia, il mio capo telefona e armeggia. Poi mi porge un foglio da firmare.
E così sono ufficialmente iscritto al corso di olandese, interamente finanziato dall'azienda, con 2 ore di lezioni settimanali.
Ik ben Alberto, aangenaam, mij functie is scheikunde ingenieur. Ik ou van ardappeelen, Ik niet au van melk. Ik heb een neus en twee ogen. U bent?
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